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Cronaca (e foto) della cena #ProfughiEnoi, Treviso, 4/2/2016

Per chi non c’era, ecco una breve cronaca della cena “ProfughiEnoi, tutti sulla stessa strada” che si è tenuta lo scorso 4 febbraio a Treviso.

Foto-61_cena_AVSI_2016_foto_DeMartinHa introdotto l’evento il prof. Samuele Busetto, con queste parole:

Il contesto in cui si colloca questa iniziativa ha una portata storica:  si tratta di un tornante della storia che implica flussi migratori mai visti  e richiede un cambiamento sociale in molti Paesi.  Molte sono le reazioni a tutto ciò. Noi vogliamo raccogliere  l’appello  di  papa  Francesco  che  ci  invita  ad  accettare  la  sfida  della  storia  che stiamo  vivendo  e  ad  accogliere  i  profughi.
La  campagna  Tende , che tra poco presenteremo nei suoi progetti,  è  uno  strumento  e  una  proposta  per  coinvolgerci in  questo.
Ciò che ha mosso anche quest’anno noi amici di Avsi  è stato il desiderio di accettare di vedere che cosa c’è in ballo per tutti noi in questa situazione.  In una lettera al Corriere della Sera, Juliàn Carròn ha scritto:

Foto-65_cena_AVSI_2016_foto_DeMartinÈ sempre più frequente che la gente si stupisca di gesti semplici di umanità a cui non diamo quasi più valore, tanto ci sembrano normali, abituali. In un centro di accoglienza un volontario chiama per nome un profugo pachistano, alla domanda se preferisce pasta in bianco o al sugo, carne o pesce, quello scoppia a piangere per la commozione. Una giovane manda un sms a un bulgaro appena incontrato: «Come stai?»; l’uomo è stupito che una persona quasi sconosciuta si interessi di lui.
Un semplice atto di buona educazione è sufficiente per spiegare la loro sorpresa? Per poter guardare così un profugo e per potersi rivolgere così a un estraneo, occorre qualcosa di cui abbiamo quasi perso coscienza.

Ecco, ci interessa riprender coscienza  di che cosa è in grado di generare uno sguardo umano.
Questo crediamo abbia anche un valore politico, nel senso vero del termine,  quello per cui Paolo VI definiva la politica la forma più alta di carità.

Foto-67_cena_AVSI_2016_foto_DeMartinE’ poi intervenuta Maria Laura Conte, responsabile comunicazione di Fondazione AVSI che ha raccontato come è nata la campagna Tende di quest’anno: l’immagine delle scarpe usate offerte ai profughi alla stazione di Budapest (in alto in questo sito) ci porta al tema della immedesimazione. Come posso capire la situazione di un migrante se non provo a pensare come mi sentirei io se perdessi in un colpo casa, lavoro, patria e, spesso, anche i miei famigliari?

Anche se non c’eri puoi guardare insieme a noi il video che abbiamo proiettato:

Siamo stati molto lieti poi di poter ascoltare la testimonianza di don Davide Schiavon, direttore di Caritas Treviso.

Foto-76_cena_AVSI_2016_foto_DeMartinPer lui l’incontro con i profughi (ne ha conosciuti 800 che sono passati da Treviso) è l’incontro – e anche la convivenza quotidiana – con persone che hanno ciascuno un volto ed una storia.

“E’ stato un evento che non ha voluto dare soluzioni preconfezionate ma ha aperto una strada” ha commentato un amico.

 

Siamo tutti sulla stessa strada, appunto.

E anche tu che leggi e non hai potuto partecipare, fai un tratto di strada con noi, guardando la galleria di immagini della serata.

 

 

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