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Come sta andando il progetto “Ospedali aperti” in Siria

Anche nel 2018, la crisi Siriana continua ad essere una delle più grandi crisi mondiali, con oltre 5,4 milioni di Siriani registrati come rifugiati in Turchia, Libano, Giordania, Iraq ed Egitto. Le condizioni di vita per molti rifugiati nella regione continuano ad essere estremamente precarie, con gravi carenze di risorse per rispondere alle necessità fondamentali. Anche se lo Stato Islamico ha perso terreno ed è stato quasi sconfitto, il conflitto non è finito ancora, e continua a creare vittime, nuovi rifugiati ed evacuati: anche oggi in molte città e villaggi è impossibile vivere in sicurezza.

Il progetto “Ospedali aperti in Siria”

In risposta alla crisi siriana, da un’iniziativa del card. Mario Zenari, Nunzio Apostolico in Siria, è nato il progetto “Ospedali aperti”, con l’obiettivo di assicurare l’accesso alle cure mediche gratuite anche ai più poveri, attraverso il potenziamento di tre ospedali privati non profit: l’Ospedale Italiano e l’Ospedale Francese a Damasco e l’Ospedale St. Louis ad Aleppo.

Aggiornamento del 31-8-2018

Lorenzo Franchi della sede AVSI di Milano, che nello scorso mese di febbraio è venuto a Treviso per partecipare all’annuale cena dei sostenitori, a fine Luglio si è recato in Siria, inclusa Aleppo, per rendersi conto di persona dell’avanzamento del progetto Ospedali Aperti: ad oggi (31-8) 9.617 persone hanno ricevuto cure sanitarie gratuite. 

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